Ormai, dopo aver tenuto una riunione tecnica all’anno per tre anni consecutivi, l’ex internazionale Giuseppe De Santis può essere considerato un amico, più che un ospite, per la sezione di Lanciano che, nella figura del suo presidente Gianluca Paoloemilio, ha sempre dedicato particolare attenzione alla sua figura ed alle sue lezioni, ed ha fortemente voluto rinnovare anche per questa stagione il consueto e quanto mai gradito appuntamento.

Iniziando il suo discorso De Santis ha inevitabilmente posto l’accento sul ruolo di tutor che lo vede impegnato da tre anni nella crescita continua e sostanziale di quattro ragazzi selezionati, progetto al quale hanno preso parte due associati della sezione di Lanciano: Alessio Miccoli nel primo anno e Antonio Romanelli per la stagione in corso. Esperienza questa che, nel momento in cui affianca le giuste motivazioni dei ragazzi al buon lavoro svolto dal loro tutor, risulta essere particolarmente formante non solo sotto il punto di vista arbitrale, visti i numerosi spunti proposti sia per quanto riguarda lo spostamento sia per la gestione generale della gara, ma anche sotto il profilo umano, visto che si viene a creare un certo rapporto tra il tutor e i suoi talent, che si sentono quotidianamente e si riuniscono in dibattiti su episodi e regolamento.

Dopo questa breve introduzione De Santis ha inquadrato subito il concetto alla base della prima parte della sua riunione: la squadra. Iniziando a parlare di Settore Tecnico e dell’importante ruolo da questo rivestito all’interno della nostra associazione, l’ex internazionale ha subito delineato l’obiettivo a cui questo tende: formare un gruppo che remi unito in un’unica direzione, dalla serie A al settore giovanile. Per raggiungere quest’uniformità deve innanzi tutto esserci uniformità di disposizioni a tutti i livelli e, in secondo luogo, c’è bisogno che ogni commissione o comitato lavori come un gruppo solido e compatto, in modo da fornire agli arbitri un punto di riferimento fermo, sicuro e continuo.

Insistendo sul concetto di squadra si è passati dall’analisi dirigenziale a quella più strettamente tecnica, dove la terna arbitrale è diventata centro del discorso: “La partita va portata a termine come squadra, voi siete la terza squadra in campo di cui l’arbitro è capitano”. Ed è così che diviene di fondamentale importanza il briefing pre-gara, da cui si deve “uscire” con le idee chiarissime, e il rapporto con gli assistenti, che va costruito già dal lunedì, momento in cui avviene il primo contatto tra i componenti della terna.

Nella seconda parte della sua riunione De Santis ha proiettato del materiale direttamente fornito dal Settore Tecnico. Si sono così visionati diversi episodi riguardanti soprattutto il fallo di mano, la collaborazione arbitro-assistente, l’individuazione del fuorigioco passivo e i criteri di valutazione per la condotta gravemente sleale. Ne è uscito sicuramente deluso chi si aspettava un monologo scolastico, con il relatore a commentare le immagini ad una platea sbadigliante ed annoiata. Le cose sono andate molto diversamente, si è infatti acceso un grande dibattito con l’ex internazionale che non ha mai offerto nell’immediatezza una soluzione agli episodi, bensì ha sempre preferito attendere gli interventi, puntuali e numerosi, della giovane sala attenta e concentrata nel valutare ogni singola situazione. Valore aggiunto di questa riunione è stato sicuramente l’approccio che De Santis ha deciso di dare alla visione dei filmati, egli non si è mai limitato ad osservare le immagini ed a leggere semplicemente il commento del Settore Tecnico, ma è sempre andato oltre, proponendo di volta in volta considerazioni riguardo la posizione dell’arbitro, le sue doti atletiche (“fondamentali per ognuno che aspiri ad un futuro importante”, ha ricordato) e lo spostamento da fare, sempre molto largo e teso ad avere una visione più ampia del terreno di gioco.

In questa riunione ha fatto la differenza l’esperienza che Giuseppe De Santis ha maturato a livello internazionale, esperienza che quest’oggi è riuscito a mettere in campo nella sua pienezza per trasferire quanto più possibile ai ragazzi della sezione di Lanciano. Un successo dunque, che ha visto la sua ciliegina sulla torta in una cena semplice ma molto partecipata, in cui si è continuato a parlare dell’Associazione in generale, a discutere sui cambiamenti accorsi negli anni, e soprattutto a ricordare il passato in campo, dalla regione fino a quel Barcellona-Chelsea che non scorderà mai…