Sito ufficiale della Associazione Italiana Arbitri - Sezione di Lanciano
30 Dic
PER LA PRIMA VOLTA UN ARBITRO LANCIANESE IN SERIE A

HA DEBUTTATO MERCOLEDÌ 28 DICEMBRE 2011 DIRIGENDO A DOLO (VE) LA PARTITA VENEZIA CALCIO A 5 – KAOS BOLOGNA. VI RACCONTO UNA GIORNATA INDIMENTICABILE.
Mercoledì 28 dicembre 2011 è una data che rimarrà per sempre negli annali della sezione A.I.A. di Lanciano. Per la prima volta dalla sua fondazione, infatti, un arbitro della nostra sezione ha diretto una gara di uno dei massimi campionati nazionali. L’onore è toccato ad Antonino Tupone che, nel palazzetto dello sport di Dolo (Ve), ha diretto la partita Venezia calcio a 5 – Kaos Bologna, valida per la tredicesima ed ultima giornata del girone di andata del campionato nazionale di serie A1 di calcio a 5.
Era una soddisfazione che Antonino aspettava e meritava da tempo. Ne avevamo parlato spesso in sezione e, una volta appresa la notizia, ho cominciato a pensare che qualcuno di noi dovesse essere presente all’evento e che, soprattutto, sarei stato felicissimo di onorare la promessa che gli avevo fatto. Così, autorizzato ed incoraggiato dal presidente Gianluca, fuori Lanciano per motivi di famiglia, verso mezzogiorno sono andato a prendere il collega Vincenzo Ursini (osservatore a disposizione del comitato regionale per il calcio a 5) e siamo partiti alla volta di Dolo, favoriti da una splendida giornata di sole.
Verso le 18,00 siamo arrivati al palazzetto dove, alle 20 e 30, era in programma la partita. Abbiamo impiegato il tempo che mancava all’apertura degli spalti, per fare un giretto nel civettuolo centro storico della cittadina veneta e per un veloce spuntino. Quindi di nuovo al campo sugli spalti, dove nel frattempo avevano già preso posto la fidanzata ed i cognati di Tupone.
Alle 19 e 45, la prima grande emozione: dalla porta degli spogliatoi escono i due arbitri per il riscaldamento. Antonino è visibilmente teso ma ha la fortuna di avere a fianco un collega straordinario, Fabio Gelonese, arbitro internazionale della sezione di Milano, che cerca di farlo sciogliere parlandogli fitto fitto durante la corsa e gli esercizi preparatori alla gara. Fin d
al primo allungo i due passano sotto la tribuna: Antonino alza lo sguardo, ci vede (in quel momento sono al massimo un centinaio i presenti), abbozza un sorriso, dice qualcosa al collega, intensifica il riscaldamento e, ultimatolo, rientra negli spogliatoi.
Sono ormai le 20 e 25 e, mentre lo speaker annuncia le formazioni e dice che la partita sarà diretta da Tupone di Lanciano, Gelonese di Milano e dal “crono “ Scarpelli di Padova, ecco la terna fare l’ingresso in campo alla testa delle squadre, tra gli applausi di un pubblico caloroso, ormai stimabile al di sopra delle 1000 persone.

Dopo il sorteggio ed il controllo delle reti Antonino, che è l’arbitro n° 1, si porta sotto la tribuna ed emette il fischio d’avvio. E’ ancora visibilmente emozionato ma la gara è vibrante, bella e veloce fin dalle prime battute: è costretto ad intervenire immediatamente, lo fa bene, entra subito in partita ed i calciatori lo accettano. Segnano per prima gli ospiti. Pareggiano i locali che vanno nuovamente sotto e impattano ancora per il 2 a 2 che chiude la prima frazione di giuoco. Il secondo tempo è pirotecnico. Nei primi 10 minuti c’è grande equilibrio, poi i locali segnano due reti in rapida successione e si portano sul 4 a 2.

Il Kaos Bologna fa entrare il “portiere di movimento” (non è farina del mio sacco, sono cose che mi ha spiegato il collega Ursini che, con grande competenza, ha cercato in ogni frangente di spiegarmi cosa stesse succedendo) ma i locali vanno nuovamente in goal. Partita finita? Neanche per sogno. Antonino assegna un rigore agli ospiti, che si portano sul 5 a 3 e, nell’azione successiva, segnano ancora. Frenetici gli attimi conclusivi con l’arrembaggio dei bolognesi e con un contatto tra il portiere locale ed un attaccante ospite. Ci sono scintille tra i due calciatori al suono della sirena con Antonino e Fabio prontissimi a dividere i contendenti ed a portarli a centro campo per il saluto finale.
La partita è finita e gli arbitri rientrano negli spogliatoi. Un abbraccio ai parenti di Antonino, un saluto a Mirco Iacopetti, il collega della sezione di Lucca che ha svolto le funzioni di Osservatore, e via in macchina per il viaggio di ritorno.
Immancabile la prima telefonata al Presidente Gianluca per rassicurarlo che tutto è andato bene.
Avevamo già percorso un centinaio di chilometri ed ecco che si illumina il display del mio telefonino. E’ Antonino che ha ormai raggiunto il ristorante per la cena con i colleghi e le persone care e che si rammarica perché noi abbiamo deciso di ripartire subito. Ci racconta del positivo colloquio con l’osservatore e poi ci dice: “Vi ringrazio di cuore. Quando vi ho visto sugli spalti mi sono scappate le lacrime. Grazie ancora e buon viaggio, ci vedremo a Lanciano per festeggiare.”
Adesso sono ancora più soddisfatto e non sento la stanchezza per l’intensa giornata. La macchina divora la strada, Vincenzo è un ottimo compagno di viaggio ed a lui confido le mie emozioni.
Per me è stata una grande gioia vedere un ragazzo della nostra sezione calcare un palcoscenico così importante. E pensare … che era la prima volta che vedevo dal vivo una partita di calcio a 5!!
Abbiamo ancora tanta strada da fare. Ed allora parliamo della nostra sezione e del grande lavoro che sta facendo il nostro presidente con l’aiuto del consiglio direttivo. Parliamo di Mirko, di Alessandro, di Andrea, le nostre punte di diamante. Ma anche di Igor, Alessio, Mirco, Giorgio e di tutti quegli altri ragazzi giovani che stanno emergendo.
Come sarebbe bello accompagnare molto presto anche loro ad un esordio così impotante!
27 Dic
E’ sempre difficile, in ogni ambito, riuscire a confermare una bella prestazione, dare continuità ad un lavoro vincente, ripetersi in una qualsiasi cosa che abbia avuto successo. Difficile per tutti sì, ma non se ti chiami Elenito Di Liberatore. Perché se ti chiami Elenito Di Liberatore non avrai problemi a stupire ancora una platea che già un anno fa pendeva dalle tue labbra, che già allora era rimasta a bocca aperta per le tue parole e che difficilmente avrebbe mai pensato di poter rivivere una riunione come quella, così sentita e vera. Tutto iniziò un anno fa, quando in quel gelido 21 dicembre arricchito da luci e addobbi che puntualmente anticipano il Natale, si riunì la stragrande maggioranza degli associati della sezione di Lanciano per assistere all’ultima riunione del 2010, presieduta dall’assistente internazionale Elenito Di Liberatore. Trecentosessantasette giorni dopo, 23 dicembre 2011: stesso posto, con quello stesso profumo di festa nell’aria, stessi visi in platea, molti dei quali hanno rinunciato alla squilla lancianese per esserci (che se non ci sei nato non capirai mai la portata di questa rinuncia), stesso ospite.
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A tracciare una linea, una sorta di filo conduttore, tra quella riunione e questa ci ha pensato lui, a partire dall’abbigliamento: “l’anno scorso indossavo un maglioncino blu su una camicia, così quest’anno per dimostrarvi che non ho solo quello ne ho messo uno viola.” Ed eccolo di già un gran riso diramarsi tra quelle ordinate file fatte di sedie gialle e blu (i colori della nostra Lanciano), sempre le stesse da anni ne avranno viste di riunioni tecniche loro, ma probabilmente questa la terranno bene a mente per molto tempo, e chissà che qualcuna non la scorderà più.
Si decide subito di non dare alla riunione un’impronta precisa, determinata, piatta; e così da quella che parrebbe una scusa, l’aver dimenticato slide e dvd del settore tecnico, Elenito prende spunto per parlare a ruota libera, trattando a braccio di qualsiasi cosa fino a “creare” un discorso, che sarebbe più opportuno chiamare dibattito visti i costanti e puntuali interventi dei presenti, fortemente orientato verso l’aspetto umano, quotidiano e personale di tutti noi.
Un concetto fondamentale, pilastro del suo pensiero e del suo modo di essere, è che c’è un nesso semplice e diretto tra il nostro essere arbitri e il nostro essere uomini. L’uno forma l’altro, lo completa e lo migliora, in un rapporto che deve necessariamente essere equilibrato: chi vive di arbitraggio si brucia, come non sarà mai un grande arbitro chi non è in grado di essere un grande uomo. “L’arbitraggio ci mette di fronte a noi stessi, ti porta a lavorare sui tuoi equilibri e sulla tua serenità. Perché ci sono situazioni in cui quella bandierina pesa, è un macigno sia da alzare sia da tenere giù. Se non sai chi sei e quanto vali non ne vieni fuori.”
Continuando sulla stessa falsariga Elenito insegna, e la platea impara, che nella vita bisogna costruire la propria personalità a trecentosessanta gradi, curare ogni aspetto di se stessi sapendo scegliere amici giusti in ambienti giusti, non trascurare lo studio né il lavoro e non farsi neanche sfiorare dall’idea di mettere l’arbitraggio davanti a questi. Il messaggio che si vuole far passare è che non arriverà da nessuna parte un arbitro che, troppo preso dalla sua passione, dimentica di coltivare se stesso, i suoi hobby, i suoi impegni, i suoi incontri, le sue storie d’amore, la sua quotidianità negli aspetti più semplici, banali ed estranei al terreno di gioco. In campo siamo messi a nudo, spogliati di ogni maschera e vestiti solo di noi stessi, di quello che siamo, di quello che abbiamo imparato e delle esperienze che ci hanno segnato.
E’ un’idea espressa con una tale forza, una tale convinzione e sincerità, che nel sentir parlare Elenito-assistente sembrerebbe quasi di sentir la musica del pianoforte di Elenito-maestro, tanto l’uno fa parte dell’altro.
Questa volta è lui ad accorgersi che l’ora di smettere è purtroppo arrivata, ma la sala non ci sta e decide di prendersi quel ruolo da protagonista che le spetta di diritto, se è vero che si è trattato di dibattito e non di semplice riunione o lezione, facendo domande e ottenendo risposte per un’altra buona mezz’ora, e mettendo a dura prova la pazienza di quei genitori accompagnatori dei tanti giovani presenti.
Una cena a base di pizza nel cuore di Lanciano ha definitivamente concluso la serata, che è stata arricchita da brindisi ed auguri di Natale. Ci si è lasciati con la promessa di rivedersi presto, e con la tacita certezza di tornare a stupirsi ancora…
24 Dic

12 Dic
In occasione della Riunione Tecnica, tenutasi in via del tutto eccezionale martedì 22 novembre, i locali della sezione di Lanciano hanno avuto il piacere di ospitare Angelo Giancola, arbitro CAN B della sezione di Vasto.
A fare gli onori di casa il nostro Presidente, Gianluca Paoloemilio, e, ovviamente, gli arbitri lancianesi che hanno gremito il salone sezionale.
Angelo arbitro effettivo dal 1993, viene promosso alla CAN D nella stagione 2002-03, nel 2005 approda alla CAN C e nel 2009 alla CAN. L’esordio in Serie A avviene il 16 gennaio 2010 in Cagliari-Livorno 3-0. Dopo la scissione della CAN, nel 2010 viene inserito nell’organico della CAN B.
Detto questo penso che non abbia bisogno di altre presentazioni riguardo la sua carriera arbitrale.

L’incontro con Angelo non è stata una semplice riunione tecnica ma un vero e proprio confronto, improntato sul dialogo e sulla partecipazione di tutti, così come avviene negli incontri tra arbitri e responsabili della CAN B che svolgono ogni 15 giorni.
Nella prima parte del suo discorso ha voluto sottolineare alcuni aspetti fondamentali che non devono mai mancare in un arbitro: motivazione e ambizione.
Poi ha tenuto a ribadire l’importanza della Sezione e dei consigli degli “anziani”, fondamentali in un percorso che riserva sempre tante difficoltà e nel quale una parola di conforto e un consiglio aiutano a superare gli ostacoli che un arbitro incontra durante la sua carriera. Il rapporto con la sezione, ha affermato, è fondamentale per la crescita di un giovane arbitro dal momento che è fonte di preziosi insegnamenti difficili da ottenere in altri ambienti.
Altri concetti fondamentali che ha voluto ricordare sono stati la conoscenza del regolamento, importante in qualsiasi categoria, e la preparazione atletica, invitando a frequentare il polo d’allenamento insieme ai colleghi che sono nelle categorie nazionali (Mirko Bisbano, Alessandro Martelli e Andrea Consalvo) per fare gruppo e creare il concetto di squadra.
“Non perdete tempo per raggiungere il vostro obiettivo”, questa è la frase con cui Angelo ha concluso il suo intervento, prima di concedersi alle numerose domande dei colleghi presenti.
E qui è venuto fuori Angelo Giancola in tutta la sua semplicità e simpatia, tanto da scatenare una lunga sequenza di domande, che ci hanno piacevolmente trattenuti fino a tarda ora.
La riunione è terminata con un caloroso applauso che tutti i presenti hanno rivolto al graditissimo ospite che il nostro Presidente ha omaggiato con un piccolo ricordo. A sua volta, Angelo ci ha stupiti donando alla nostra sezione la maglia della sua divisa sulla quale ognuno di noi ha messo la propria firma in ricordo di questo piacevole incontro.
La serata, come di consueto, è continuata con una semplice cena a base di un’ottima pizza presso il ristorante La Torre a cui hanno partecipato numerosi associati.
12 Dic
Ormai, dopo aver tenuto una riunione tecnica all’anno per tre anni consecutivi, l’ex internazionale Giuseppe De Santis può essere considerato un amico, più che un ospite, per la sezione di Lanciano che, nella figura del suo presidente Gianluca Paoloemilio, ha sempre dedicato particolare attenzione alla sua figura ed alle sue lezioni, ed ha fortemente voluto rinnovare anche per questa stagione il consueto e quanto mai gradito appuntamento.
Iniziando il suo discorso De Santis ha inevitabilmente posto l’accento sul ruolo di tutor che lo vede impegnato da tre anni nella crescita continua e sostanziale di quattro ragazzi selezionati, progetto al quale hanno preso parte due associati della sezione di Lanciano: Alessio Miccoli nel primo anno e Antonio Romanelli per la stagione in corso. Esperienza questa che, nel momento in cui affianca le giuste motivazioni dei ragazzi al buon lavoro svolto dal loro tutor, risulta essere particolarmente formante non solo sotto il punto di vista arbitrale, visti i numerosi spunti proposti sia per quanto riguarda lo spostamento sia per la gestione generale della gara, ma anche sotto il profilo umano, visto che si viene a creare un certo rapporto tra il tutor e i suoi talent, che si sentono quotidianamente e si riuniscono in dibattiti su episodi e regolamento.
Dopo questa breve introduzione De Santis ha inquadrato subito il concetto alla base della prima parte della sua riunione: la squadra. Iniziando a parlare di Settore Tecnico e dell’importante ruolo da questo rivestito all’interno della nostra associazione, l’ex internazionale ha subito delineato l’obiettivo a cui questo tende: formare un gruppo che remi unito in un’unica direzione, dalla serie A al settore giovanile. Per raggiungere quest’uniformità deve innanzi tutto esserci uniformità di disposizioni a tutti i livelli e, in secondo luogo, c’è bisogno che ogni commissione o comitato lavori come un gruppo solido e compatto, in modo da fornire agli arbitri un punto di riferimento fermo, sicuro e continuo.
Insistendo sul concetto di squadra si è passati dall’analisi dirigenziale a quella più strettamente tecnica, dove la terna arbitrale è diventata centro del discorso: “La partita va portata a termine come squadra, voi siete la terza squadra in campo di cui l’arbitro è capitano”. Ed è così che diviene di fondamentale importanza il briefing pre-gara, da cui si deve “uscire” con le idee chiarissime, e il rapporto con gli assistenti, che va costruito già dal lunedì, momento in cui avviene il primo contatto tra i componenti della terna.
Nella seconda parte della sua riunione De Santis ha proiettato del materiale direttamente fornito dal Settore Tecnico. Si sono così visionati diversi episodi riguardanti soprattutto il fallo di mano, la collaborazione arbitro-assistente, l’individuazione del fuorigioco passivo e i criteri di valutazione per la condotta gravemente sleale. Ne è uscito sicuramente deluso chi si aspettava un monologo scolastico, con il relatore a commentare le immagini ad una platea sbadigliante ed annoiata. Le cose sono andate molto diversamente, si è infatti acceso un grande dibattito con l’ex internazionale che non ha mai offerto nell’immediatezza una soluzione agli episodi, bensì ha sempre preferito attendere gli interventi, puntuali e numerosi, della giovane sala attenta e concentrata nel valutare ogni singola situazione. Valore aggiunto di questa riunione è stato sicuramente l’approccio che De Santis ha deciso di dare alla visione dei filmati, egli non si è mai limitato ad osservare le immagini ed a leggere semplicemente il commento del Settore Tecnico, ma è sempre andato oltre, proponendo di volta in volta considerazioni riguardo la posizione dell’arbitro, le sue doti atletiche (“fondamentali per ognuno che aspiri ad un futuro importante”, ha ricordato) e lo spostamento da fare, sempre molto largo e teso ad avere una visione più ampia del terreno di gioco.
In questa riunione ha fatto la differenza l’esperienza che Giuseppe De Santis ha maturato a livello internazionale, esperienza che quest’oggi è riuscito a mettere in campo nella sua pienezza per trasferire quanto più possibile ai ragazzi della sezione di Lanciano. Un successo dunque, che ha visto la sua ciliegina sulla torta in una cena semplice ma molto partecipata, in cui si è continuato a parlare dell’Associazione in generale, a discutere sui cambiamenti accorsi negli anni, e soprattutto a ricordare il passato in campo, dalla regione fino a quel Barcellona-Chelsea che non scorderà mai…